venerdì 20 agosto 2010

summer guest II


Michele Risi scrive una storia per chair king 

 

















16 agosto, San Matteo della Decima



Ordino il caffé scecherato, amaro con poco ghiaccio c’è un quartetto che gioca a carte con attorno un’arena di uomini che ridono e urlano, alla fine di ogni partita c’è una piccola postfazione dove i giocatori spiegano il perché e il per come hanno fatto quella giocata, nel gioco della briscola si gioca due contro due e ci sono sbagli che ti puoi permettere e sbagli che se li fai si alzano i giocatori bestemmiano e tu non giochi più per un po’ di settimane, o cambi bar. C’è uno strafatto di metadone che aiuta la barista così per una birretta e per tenersi impegnato, oggi è li che armeggia con del vetro da buttare, qui ogni bar ha il suo tuttofare o ubriacone o tossico o matto, una specie di borsa lavoro che si è creata da sola spontaneamente. E’ la settimana dopo il 15 e ci sono quelli che in ferie non ci vanno mai, ci sono quelli che le passano qui a Decima, ci sono quelli che non seguono l’andamento comune delle ferie. Mentre tengo in bocca l’amaro del caffé annacquato vedo arrivare Davide che cammina male con un occhio spento, si siede al mio tavolo e ordina un caffé; io non sono la persona che si fa subito i cazzi degli altri quindi non gli chiedo nulla dell’occhio se gli va ne parlerà, solite cose sul come và e le ferie, tutta roba di cui non mi frega niente, poi gli domando che ha fatto il 15, lui cambia faccia e mi dice è lunga da spiegare, poi pian piano si fa strada.
Bè per ferragosto sono stato a Modena dalla mia ragazza ti ricordi Silvia, abbiamo pranzato con i suoi fratelli carne alla griglia e lambrusco, poi con lei in un cral di Modena, l’unico aperto - alle spalle i vecchietti giocavano a briscola e noi due lì a far passare qualche ora, con il tempo che c’era, sembrava novembre - verso sera riparto per Decima, quando sono a Crevalcore salto una curva entro in un recito, hai presente quella casa che c’è solo lei lì nell’ultima curva, io non ero ubriaco ma sai come va oggi ti prendono l’auto e la mettono all’asta poi le multe, l’avvocato…

Così ho aperto lo sportello e son scappato a casa a piedi, per non farmi beccare, ho lasciato la tutto, solo che oggi mi fa un gran male l’occhio e la gamba ma non ci vado al ospedale.

Continua dicendomi che non si fida e tiene duro il male passera, io mi alzo e pago i due caffé gli dico che e fuori di brutto e che al pronto è meglio andarci, salgo in macchina e penso che forse è il caso di rimanere il più lucidi possibile per i prossimi anni, non per la patente ma perché mi sembra una buona droga che va in controtendenza, rido e metto la freccia per andare su via San Cristoforo non c’è un cane e mi sento bene mentre supero il limite dei cinquanta.


4 commenti:

Ukiyoe ha detto...

questi luoghi mi mettono una grande curiosità, anche se mi sembra già di vederli attraverso il racconto

g* ha detto...

leggo.
ciao,
giampaolo

Andrea Cobain ha detto...

come fate a bere il caffè amaro, io proprio non lo so!

46+2 ha detto...

Quell'attrezzo là sopra non mi è nuovo. Benvenuti tra S.Matteo e Cento. Luogo di culto per gli automobilisti incazzati.