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venerdì 9 agosto 2013

Summer Guest (Libera incoerenza)
























Un ospite estivo non è prerogativa esclusiva delle località balneari, anche in città succede che quasi senza chiederlo arrivi qualcuno a trovarti


Libera incoerenza

alle 3.40 di notte squilla il cellulare di un fornaio al lavoro. la bottega è l’unica illuminata nella via.
continua a squillare.
è un altro fornaio di certo. chi sennò?
la famiglia dorme serena nella casa al mare affittata per agosto.
mi trattengo fuori dalla porta lasciata aperta per far entrare il fresco. vengo perciò a scoprire che i vecchi fornai del centro hanno una rete di solidarietà in estate: nel mese abbandonato dai clienti privati, approfittare delle fatiche estive dei concorrenti sarebbe facile per accaparrarsi i clienti più grandi ed esigenti (alberghi, ristoranti …). allora si chiamano e fissano un orario comune per iniziare ad infornare. così che il pane per le grandi consegne esca tutto più o meno allo stesso orario.
sorrido di quella ingenuità: quanti fornai ci saranno in periferia? quanti avranno dimensioni tali da non essere raggiungibili? quanti non raggiunti da questa rete?

la libera concorrenza non è del vecchio mo(n)do.

giovedì 30 agosto 2012

Ospite di fine estate
























L'ho inventato io.
Certo, mi sono basato su una serie di studi di fisica, medicina e psichiatria anche molto noti, ma quel particolare metodo di tortura è mio.
Il governo me l'ha pagato bene perché ancora non è noto, non è specificamente riportato dalle cronache. L'ONU non può proibire ciò che non conosce, dicono qui nei corridoio ridendo.
Intendiamoci, l'ho inventato così com'è. Nessuna invenzione scientifica manipolata per il desiderio maligno e bizzarro dei politici.
Nessuna analogia con la bomba atomica. Vi prego. Lo sapevano cosa stavano facendo, su.
Io lo so. Nemmeno mi vergogno.
Sono fatto così.
Da bambino torturavo i cani. Ho sempre avuto un talento.
Non mi interessava il dolore, non mi faceva schifo il vomito, cercavo di capire fino a che punto arriva la mente.
Ognuno ha un proprio limite, ma poi il cervello va in black out. Per non farti soffrire troppo.
Oppure cede il cuore.
Se riesci ad arrivare un attimo prima hai vinto.
Perché il cervello recepirà l'attacco successivo come potenzialmente mortale e innesterà la paura della morte.
Quella paura inconscia, fisica, è la tortura più forte.

L'anonimo ligure
(Claudia Balocchini)


domenica 25 dicembre 2011

xmas guest

Non sempre a natale gli ospiti sono parenti:
Claudia Balocchini scrive una storia per Chair King

Auguri




































Aprì gli occhi perché le orecchie si erano sentite offese dai suoni della tv che passavano distinti senza ostacoli dal pannello di vetro della porta.
Mano a mano che la vista si abituava alla penombra, il corpo mandava i primi indizi di dolore.
La camera da letto cominciò a ruotare attorno al piede sinistro appoggiato su una pila di cuscini. La caviglia era gonfia. Pulsava. Provò a muovere le dita. Una fitta.
Anche la mano destra doleva. Le nocche erano sbucciate e avevano sanguinato.
Dalla tv si sentiva la pubblicità.
Un improvviso pensiero spinse la lingua a percorrere entrambe le arcate. Stavolta nessun dente era andato perso.
Com'è che era finito a fare di nuovo a botte? Non le aveva promesso di smettere?
La tv confondeva i pensieri.
La memoria non rispondeva.
Sentì di nuovo gli auguri dalla televisione: il fatto che era natale spiegava molte cose.
Ma lei era ancora di là?

Claudia Balocchini